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16 marzo 2014

Riesi, antichissimo feudo

cronacheI dati archeologici hanno fatto emergere una frequentazione del territorio di Riesi fin dal III o II millennio a.C.. L’epoca più remota del comprensorio extra moenia della cittadina è testimoniata dal ritrovamento di una moltitudine di antichi reperti, molti dei quali individuati nella necropoli situata di fronte a Monte Veronica e al cosiddetto “Piano del Margio”. Le tombe a forno, superiori a cinquanta, presentano le stesse caratteristiche dei più famosi sepolcri di Castelluccio e Pantalica. Nella stessa necropoli, gli archeologi hanno individuato oggetti risalenti all’VIII secolo a.C., durante il quale sono sopraggiunti i primi colonizzatori Greci. Resti della civiltà ellenica furono scoperti in alcune contrade di Riesi, come le tracce di una fattoria risalente al V-IV secolo a.C. presso Monte Giarratana. In epoca romana, il territorio di Riesi venne popolato da piccole fattorie legate ai grandi latifondi siciliani del centro Sicilia. Dopo un lungo periodo di abbandono, in età normanna la zona divenne un feudo sottoposto al dominio delle famiglie nobili più importanti dell’epoca. In particolare, il territorio di Riesi fu proprietà della dinastia dei Ventimiglia, che lo persero nel 1393 per poi riappropriarsene nel 1453, per concederlo, infine, tra il XV e il XVI secolo, alla famiglia De Castellar. Dopo molti anni, durante il primo ventennio del XVII secolo, furono insigniti della baronia di Riesi gli Urries, menzionati nelle cronache storiche per aver donato al territorio alcuni mulini, una chiesa, un fondaco e dei magazzini. Ma solo successivamente, nella seconda metà del XVII secolo, è possibile collocare la fondazione di Riesi per opera del Procuratore Don Cristoforo Benenati, il cui intervento permise la costruzione delle prime case e l’avvio all’edificazione, intorno al 1629, della prima fabbrica della chiesa Matrice, attualmente visibile nella zona del “Canale”.

 

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