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5 agosto 2012

L’Otium

Il significato del termine otium va al di là della semplice traduzione con “ozio”, poiché indica un concetto più ampio, basato su un atteggiamento culturale proprio dei latini. Innanzitutto mostra una concreta ricerca di tranquillità in opposizione al caos della città. Il poeta Marziale scrive:

 

“Per un povero, o Sparso, non c’è a Roma un posto né per pensare, né per dormire. Rendono impossibile la vita al mattino i maestri di scuola, di notte i fornai, tutto il santo giorno i martelli dei fabbri. […] Stanco del fastidio, quando voglio dormire, me ne vado in campagna.” “Nec cogitandi, Sparse, nec quiescenti in urbe locus est pauperi. Negant vitam ludi magistri mane, nocte pistores, aerariorum marculi die toto. […] Taedio fessis dormire quotiens libuit, imus ad villam”. (Mart, XII, 57, trad. di G. Norcio)

 

Marziale osserva bene come nel frastuono della città non sia possibile pensare. Per questo, egli cerca un luogo in cui l’animo possa distendersi, lasciando spazio a dilettevoli attività culturali, come la recitazione di poesie, la lettura di libri, l’ascolto della musica, ed anche un luogo in cui curare il benessere del corpo, secondo il famoso principio mens sana in corpore sano.

 

Lo spazio ideale è proprio quello della villa suburbana, che viene strutturata in ambienti adatti ad ospitare queste attività: le grandi sale per la lettura e per la musica, i giardini per il diletto estetico, i portici per il passeggio e la discussione filosofica, le terme con palestra per la ginnastica e i boschi circostanti per la caccia.

 

Per questo l’oratore Plinio il Giovane spiega che nella villa di campagna:

 

“l’otium è più godibile, più vero e più intimo; la toga non si deve più indossare; nessun seccatore si aggira nei dintorni, tutto è calma e quiete; in più alla salubrità del territorio circostante vanno ad aggiungersi un cielo assai sereno ed un’aria oltremodo pura. Là sto bene nello spirito e nel corpo come non altrimenti: infatti, tempro e rinsaldo l’animo con lo studio e il corpo con la caccia.” “Altius ibi otium et pinguius eoque securius: nulla necessitas togae, nemo accersitor ex proximo, placida omnia et quiescentia, quod ipsum salubritati regionis ut purius caelum, ut aer liquidior accedit. Ibi animo, ibi corpore maxime valeo. Nam studiis animum, venatu corpus exerceo.” (Plin. Epist., 5, 6, da Sfameni 2006, p. 16)

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Immagine di otium nella Villa del Casale (disegno di Fabrizia Gardi).