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5 agosto 2012

L’Occupazione Araba e Normanna

La conquista araba della Sicilia si protrae per più di un secolo, dalla prima operazione di conquista dell’872 fino alla caduta degli ultimi baluardi bizantini nel 965. Da allora l’isola può godere di un secolo di pace che dà il via a una notevole fioritura culturale in molti campi del sapere, scientifici e umanistici, come il diritto, la storiografia e la musica. Un posto di rilievo è sempre riservato alla poesia; per questo non risulta singolare che la prime opere poetiche in volgare siano proprio nate dalla scuola siciliana. Grandi progressi si avviano anche in campo agricolo con l’introduzione di sistemi di irrigazione e di nuove colture come quella degli agrumi. È proprio in questo periodo che Palermo supera Siracusa, divenendo una grande città dinamica e multiculturale.

 

Nonostante la floridezza economica, la Sicilia rimane politicamente debole ed esposta alle mire dei normanni. Il popolo del nord infatti aveva già stabilito il suo dominio in Puglia e in Calabria grazie all’azione di Roberto il Guiscardo, il quale dal 1060 avvia la conquista dell’isola insieme al fratello Ruggero. Molti musulmani emigrano, ma molti rimangono inserendosi nell’apparato amministrativo normanno, insieme ai greci-bizantini ancora presenti sull’isola, favorendo uno scambio culturale di notevole originalità e ricchezza nell’Europa del tempo.

 

È poi Ruggero II d’Altavilla a consolidare il potere in questa regione, arrivando infine a farsi incoronare re del Regno di Sicilia, governando dal 1130 al 1154.

 Occupazione Araba e Normanna

Palazzo reale di Palermo, conosciuto come Palazzo dei Normanni, testimonianza artistica della successione e della compenetrazione dell’arte araba e normanna.