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XIV-XVI Secolo

Il mantenimento del casale: il periodo tardo medievale e rinascimentale

 

Dopo la distruzione, il sito torna a vivere grazie ad un nuovo insediamento agricolo conosciuto come Casale.

 

Fin dai primi scavi del 1935-38, si sono trovate numerose testimonianze dell’utilizzo dell’abitato anche dopo l’abbandono del XIII secolo. Infatti, nell’area del peristilio ovoidale, sono stati rinvenuti resti di modeste case di pietra tardo medievali, insieme a un piccolo frantoio, poi rimossi per riportare alla luce il pavimento di età romana.

 

Anche all’esterno della basilica furono trovati dei muri medievali che collegavano i grandi contrafforti dell’abside della Basilica con le pareti dell’acquedotto.

Inoltre, a sud dell’ingresso monumentale e alle spalle degli ambienti a nord del peristilio, sono state trovati lacerti murari coevi, insieme a monete aragonesi e a ceramiche invetriate. Tutti questi edifici dovevano fare parte di un casale databile tra il XIV e il XVI secolo, costruito sull’abitato arabo-normanno e forse dotato di una cinta muraria di confine.

 frantoio tardomed

Impianto di frantoio tardomedievale (da Gentili 1999 I, p. 202, fig. 3).