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IX-XIII Secolo

L’utilizzo e l’abbandono: il periodo arabo-normanno

 

La villa è ormai diventata un grande insediamento medievale, strutturato in diversi ambienti con funzioni agricole, ma subisce una grave distruzione nel corso del XII secolo e il sito, nel secolo successivo, viene abbandonato.

 

A partire dal IX secolo e per tutta l’epoca arabo-normanna, si verifica l’occupazione e il riutilizzo dei territori seminativi degli antichi insediamenti romani della Sicilia. L’abitato supera i limiti della villa, come testimoniano i resti individuati presso l’abside della basilica, di un nucleo fortificato arabo-normanno di XI secolo, sorto sulle rovine dell’edificio e dotato di più fornaci per ceramica. Ritrovamenti relativi a tale periodo sono emersi in alcuni ambienti del quartiere occidentale del peristilio sotto forma di materiali rinvenuti insieme a reperti tardoantichi o di interventi costruttivi, come l’inserimento di una fornace che spezza l’uniformità dell’antecedente tappeto musivo o la posa di pietre irregolari in sostituzione dei mosaici di epoca costantiniana.

 

Testimonianze di tale insediamento sono tutt’ora visibili nell’area ad est della villa, nella zona compresa tra il muro dell’acquedotto e i contrafforti della basilica che presenta un piano di frequentazione medievale più alto rispetto alla pavimentazione tardo antica.

 

A conferma di come l’insediamento abbia avuto una sua logica di continuità nonostante le distruzioni, saggi di scavo nel  frigidarium delle terme, hanno reso possibile non solo l’individuazione di strutture dell’abitato normanno sopra il crollo della cupola, ma il rinvenimento di sculture, di crustae marmoree e di strutture architettoniche di epoca tardo antica, in sedi diverse rispetto alla loro precedente destinazione.

 

L’abitato arabo- normanno riporta tracce evidenti di un violento incendio, ma il terminus post quem per la data di abbandono è da attribuire al ritrovamento di monete circoscrivibili ad un periodo che si protrae dal 1130 al 1189. Infatti, in questi anni si registra il fenomeno dell’esodo dalle campagne e l’allontanamento dai relativi abitati e casali,  da ricondurre  alla depressione demografica oltre a cause naturali, come il terremoto del 1169. 

 

Studi recenti avvalorano l’ipotesi di identificare il nucleo arabo-normanno della villa con l’antica Piazza, chiamata Iblâtasah. Distrutta nel 1161 a seguito di una rivolta contro Guglielmo I il Malo, ne fu decisa la rifondazione, due anni dopo, in una nuova collocazione che coincide con quella attuale.

 

All’abbandono del vasto abitato medievale della Villa del Casale contribuirono non solo le guerre e la politica economica rivolta verso l’esterno, ma anche fattori naturali riconducibili ad un terremoto di notevole intensità avvenuto nel 1169. 

 

 Planimetria dell'area a nord del peristilio con le strutture medievali a colore

Planimetria dell’area a nord del peristilio con le strutture medievali a colore (da Gentili 1999, I, p. 14, fig. 2).

 Resti medievali di fornace per terracotte in una stanza di servizio della villa

 

Resti medievali di fornace per terracotte in una stanza di servizio della villa. Si scorgono lateralmente i pilastri in cotto a sostegno le volticine che chiudevano la fornace e sostenevano la camera di cottura (foto di Roberta Bianchini).

 Planimetria dell'area a est della basilica con le strutture medievali a colore

 

Planimetria dell’area a est della basilica con le strutture medievali a colore (da Gentili 1999, I, p. 15, fig. 3).