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5 agosto 2012

La Mansio (pl. mansiones)

È ben nota la grande organizzazione stradale dell’Impero Romano, necessaria per il buon funzionamento del cursus publicus, il sistema postale istituito dall’Imperatore Augusto per amministrare e controllare un territorio così vasto.

 

Affinché la posta corra veloce sulle strade sono necessari luoghi in cui ristorarsi o in cui cambiare i cavalli stanchi con quelli freschi. Gli edifici del primo tipo sono proprio le mansiones: le stazioni di sosta in cui i viaggiatori possono riposare la notte; il termine deriva dal verbo manere che, infatti, significa fermarsi, soggiornare. Esse si trovano a diverse distanze fra loro, ma in genere si collocano a una giornata di cammino, così che il viaggiatore trovi sempre un riparo per la notte. Tra le mansiones invece si dispongono le mutationes, stazioni più piccole destinate al solo cambio dei cavalli.

 

È da notare che la mansio solitamente non è un semplice ostello per la sosta notturna, ma è molto articolata per accogliere e rifocillare nel modo migliore i viaggiatori, spesso funzionari imperiali o militari in trasferimento. In genere, sono presenti un ampio cortile di ingresso, numerose camere da letto e stalle spaziose; si aggiungono poi taverne e botteghe che trasformano la mansio in un piccolo villaggio (il vicus). Viene spesso costruito anche un complesso termale, che testimonia l’importanza, per i romani, della cura del proprio benessere fisico anche durante i “viaggi di lavoro”.

 

L’unica stazione di posta di età imperiale finora ritrovata in Sicilia è proprio quella di Sofiana, nella quale si riconoscono strutture termali, insieme ad aree abitative e commerciali.

 Contrada Sofiana Mazzarino

Contrada Sofiana, Mazzarino, Veduta aerea del complesso archeologico.