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5 agosto 2012

Il Ciclo dei Latifondi

Tra il III e il IV secolo nelle province romane nordafricane della Bizacena e della Mauretania si sviluppa una nuova cultura figurativa, che sia allontana dai modelli classici, per avvicinarsi ad un linguaggio più realistico, vivace e didascalico. In questo contesto si diffondono temi come la raffigurazione del lavoro nei campi e delle stagioni, la descrizione delle battute di caccia e delle ville padronali. Tali soggetti compongono il “ciclo dei latifondi”, così denominato dal grande critico André Grabar, e si legano all’economia e alla società della regione, caratterizzata dalla creazione di grandi latifondi agricoli.

 

Queste scene hanno lo scopo di esprimere un’idea di abbondanza e di serenità che regna nella campagna del dominus, il quale è spesso rappresentato nei mosaici della sua villa, nell’atto di ricevere omaggi e onori dai suoi lavoratori, come se, nei suoi possedimenti, assumesse il ruolo di piccolo imperatore.

 

Un chiaro esempio è il mosaico detto del Dominus Julius nel quale sono assommati tutti i significati del ciclo. Il perno della composizione è la villa, composta da numerosi edifici, attorno alla quale ruotano le varie attività del latifondo ritmate dall’alternarsi delle stagioni. In alto a sinistra l’inverno è rappresentato da un uomo ricoperto da un pesante mantello mentre porta due anatre alla domina; a destra, invece, si trova l’estate con le sue spighe dorate. In basso a sinistra la primavera è impersonata da un servitore che porge delle rose alla padrona, che si sta adornando di preziosi gioielli; specularmente si scorge il dominus, seduto su un seggio, a cui è consegnato un documento, mentre alle sue spalle un uomo porta un cesto carico di grappoli d’uva, evidente richiamo dell’autunno.

 Mosaico del Dominus Julius proveniente da Cartagine, oggi custodito al Museo del Bardo di Tunisi

Mosaico del Dominus Julius proveniente da Cartagine, oggi custodito al Museo del Bardo di Tunisi.