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13 marzo 2014

Il castello di Butera

cronacheAll’interno della città di Butera, il centro urbano fu fondato in epoca araba, probabilmente intorno all’attuale castello, che, secondo le fonti storiche, fu di origine bizantina. Il fortilizio fu espugnato nel 1089 dai Normanni durante la campagna di conquista della Sicilia contro i Saraceni. Sotto il dominio degli Altavilla, Butera subì una attacco da parte del re Guglielmo I, detto il Malo, che provocò gravi danni al sistema di fortificazioni della città. Solo in seguito, grazie all’intervento del monarca Guglielmo II, il castello venne rinforzato e ripristinato fino ad accogliere nel 1233 Federico II di Svevia, che, in quel periodo, estese il proprio dominio sull’isola con la costruzione di Heraclea-Terranova. Durante il 1392, unitamente alla contea di Butera, il castello fu concesso da re Martino I al nobile Ugone Santapau, mentre, secoli dopo, nel 1540, la sua proprietà passò alla famiglia signorile dei Branciforte. Vito Amico, storico e letterato del XVIII secolo, descrive il castello come «una rocca fabbricata in un poggio, alla parte meridionale del paese, con una porta rivolta a Settentrione […]; ne sono fortissime e solide le muraglie di pietra quadrata di 18 palmi di larghezza, e sorgono a tanta altezza che sostengono cinque ordini di volte, anch’esse ai lati di pietre quadrate. Vi è un cortile ed un amplissimo spazio, conserve di orzo e di frumento, risposti di armi, stalle per cavalli, e profonde spaziose fosse. Una insigne cisterna sopra ogni altro, scoverta da pochi anni, supera ogni aspettazione […]. Le fronti esterne della rocca sono inaccessibili da ogni parte, ed i soli angoli presentansi agli oppugnatori, e unitissimi» (Vito Amico, Dizionario Topografico della Sicilia).

 

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