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5 agosto 2012

Il Casale

Il nome di questa località non è singolare, dal momento che il casale è una realtà abitativa diffusa in tutta la Sicilia a partire già dall’età araba, col nome di rahl. È da notare che nel Seicento lo studioso Giovan Paolo Chiarandà, ricostruendo la storia della città di Piazza, scrive che «al pie’ d’un altro monte, detto Mangone si scoprono rovine d’habitatione, di cui né meno si sà il nome: da’ Piazzesi vien detto Casale de’ Saracini» , denominazione dalla quale si può ipotizzare l’origine araba dell’insediamento post-classico.

 

Il sistema dei casali si mantiene poi durante la dominazione normanna e si impone per tutto il medioevo, grazie alla sua funzionalità. Esso risponde alla necessità di organizzare e strutturare il territorio agricolo; generalmente, si tratta di nuclei insediativi dai numeri piuttosto modesti, abitati da popolazione servile legata alla terra che coltiva. Il casale medioevale non ha autonomia amministrativa, per cui si trova di frequente nei pressi di città o castelli fortificati.

Nel territorio piazzese attorno al XII secolo sono rilevabili ben quindici casali. Una delle testimonianze più notevoli si trova a Fundrò, in una delle alture a nord di Piazza Armerina, dove si conserva una torre medievale e un’abbazia benedettina sorta nel XV secolo sul precedente casale.

 

Resti del monastero benedettino di Fundro

 

Resti del monastero benedettino di Fundrò (tratta da P. Pensabene, Villa del Casale e il territorio di Piazza Armerina tra Tardoantico e Medioevo le nuove ricerche del 2004-2009, in Piazza Armerina. Villa del Casale e la Sicilia tra tardoantico e medioevo, Roma 2010).

 principali abitati nella sicilia normanna

 

 Principali Abitati nella Sicilia normanna