Si ringrazia per avere reso possibile la realizzazione grafica e l'elaborazione del materiale divulgativo di questo sito:
ElencoPuntato SELZ Foundation New York



5 agosto 2012

Hypocaustum

Prima del I secolo a.C. i locali termali venivano riscaldati da grandi bracieri che però comportavano diversi disagi sia sul piano della capacità di mantenere una temperatura costante senza sbalzi che su quello della possibilità di evitare d’inquinare l’ambiente con i fumi della combustione. Limiti che furono superati con l’introduzione del sistema dell’hypocaustum, un sistema indiretto di riscaldamento ottenuto mediante la canalizzazione di aria calda in intercapedini sotto il pavimento e nelle pareti. Attraverso l’accensione di un forno a legna posto lateralmente si produceva aria calda che veniva inviata nello spazio vuoto al di sotto del pavimento dell’ambiente da riscaldare.

 

Il pavimento era poggiato su una serie di pilastrini (suspensurae), generalmente realizzati con mattoni bessali quadrangolari (cm. 20×20), ma anche a disco circolare (20 cm di diametro) [IMG. 1] o ottogonale (come nelle terme di Fiesole) e sovente erano costituiti da tubi di terracotta o laterizi cavi, con fori per far passare il calore e aumentare la superficie che si poteva riscaldare [IMG. 2]. Le suspensurae erano equidistanti fra loro per favorire il passaggio del calore ed erano appoggiate a loro volta su un sottopavimento di mattoni giustapposti o di tegole sequipedali (tegulae mammatae di cm. 44×30 o 49×49) legati con malta refrattaria, per creare un’intercapedine generalmente di due piedi o più (dai 60 ai 70 cm di altezza) che isolasse il pavimento dal terreno; per le terme pubbliche l’altezza dell’intercapedine era maggiore (circa 90 cm) per permettere una pulizia più frequente dell’ipocausto.

 

I Romani sfruttarono l’idea dell’intercapedine, già conosciuta dai Greci fin dal III secolo a.C., annettendo l’anteforno (praefurnium) laterale, al di sotto dell’ambiente da riscaldare. Secondo le istruzioni del De Architectura di Vitruvio, per favorire lo scolo dell’acqua derivante dalla condensazione e garantire un miglior tiraggio e diffusione del calore verso l’alto, il sottopavimento dell’ipocausto doveva essere inclinato verso la sorgente del calore. Inoltre, per garantire una maggiore refrattarietà, era consigliato l’uso di una malta composta dalla mescola di argilla e crine per legare i mattoni, sopra i quali si metteva uno strato di argilla e uno spesso strato di cemento mescolato con mattoni frantumati (cocciopesto) [IMG. 3]. A questa soletta venivano sovrapposte le lastre di marmo e i tasselli dei mosaici, legati con un massetto, che costituivano il pavimento finale. In questo modo si otteneva un ipocausto il cui solaio aveva uno spessore (cm 30/40) tale da garantire il mantenimento della temperatura a lungo, anche quando veniva spento il prefurnio, e da essere sufficientemente impermeabile ai gas tossici della combustione.

 

Il sistema dell’hypocaustum non si riferisce necessariamente al bagno visto che la cella di riscaldamento sotterranea poteva servire per riscaldare qualsiasi stanza# [IMG. 4].

 VI_sistema-dellhypocaustum_img1

[IMG. 1]Esempi di suspensurae a base circolare o quadrangolare [FONTE: G. DE ANGELIS D’OSSAT G., Civiltà romana: tecnica costruttiva e impianti delle terme,   Roma 1943, p. 42].

 VI_sistema-dellhypocaustum_img2

 

 

[IMG. 2]Resti di tubi forati dell’hypocaustum delle terme del castrum romano di Saalburg (Germania) [FONTE: G. DE ANGELIS D’OSSAT G., Civiltà romana: tecnica costruttiva e impianti delle terme,   Roma 1943, p. 43].

 

 VI_sistema-dellhypocaustum

 

[IMG. 3]Descrizione della stratificazione del sistema dell’hypocaustum [FONTE: immagine datami da voi].

 VI_sistema-dellhypocaustum_img4

 

[IMG. 4]Resti dell’intercapedine sotto il pavimento di una Villa romana a Saldaña (Spagna) [FONTE: it.wikipedia.org/wiki/Ipocausto]