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5 agosto 2012

Guglielmo I D’Altavilla

Guglielmo I d’Altavilla, detto il Malo, fu re di Sicilia dal 1154 al 1166. Figlio di Ruggero II, il primo a riunire le regioni dalla Puglia alla Sicilia sotto un unico regno, ebbe la pesante eredità di condurre una monarchia di recente costituzione. Dalle fonti del tempo, emerge la figura di un sovrano tiranno, privo di moderazione, che si lanciava nella battaglia senza prudenza, che infliggeva pene crudeli ai traditori e che governava attraverso l’oppressione e la violenza. Da tale raffigurazione risulta comprensibile perché a Guglielmo fu attribuito l’appellativo “il Malo”. Tuttavia, la storiografia più recente sta rivalutando l’azione politica dell’Altavilla, poiché egli riuscì a mantenere unito il regno tramite un accentramento dei poteri, finalizzato a contrastare le forze centrifughe dei grandi nobili della regione.

 

La distruzione dell’antica città di Piazza rientrò nella campagna intrapresa da Guglielmo per sedare la rivolta di alcuni baroni che si opposero alla sua autorità, facendo strage della popolazione araba e asserragliandosi nel castello di Butera nel 1160. Anche Piazza ospitò parte dei ribelli e diventò il luogo in cui il re potè esercitare la cosiddetta crudelitas regis, ossia l’esercizio del terrore come manifestazione della propria regalità e del proprio potere.

 

Guglielmo riuscì così a concedere al regno di Sicilia alcuni anni di pace, grazie anche alla tregua stipulata con l’Impero di Bisanzio e all’alleanza con il papato, avendo modo di arricchire la capitale Palermo di importanti opere architettoniche, come il grande palazzo della Zisa.

 

 

 

 

    

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Guglielmo I re di Sicilia, acquaforte del 1602 (fonte it.wikipedia.org).

 

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La Zisa, residenza reale estiva, pregevole esempio di architettura islamico-normanna del XII secolo. Foto di Bernhard J. Scheuvens.