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5 agosto 2012

Filosofiana

Il nome Filosofiana ha indotto alcuni studiosi a pensare che il nome derivi dall’attributo del committente della residenza, ossia un filosofo. La sua identificazione rimane incerta, ma si può notare che il cognomen Philosophus risulta diffuso a Roma nel III-VI secolo. Forse non si tratta di una reale attività intellettuale, ma è piuttosto una qualifica che rimanda a una personalità di alto rango.

 

Tra i personaggi in vista dotati del titolo di philosophus si trova Ceionio Rufio Albino, personaggio di spicco dell’aristocrazia romana, console nel 335 d.C. È stato ipotizzato che abbia ereditato grandi latifondi in Sicilia nel corso del IV secolo, tra i quali quello della villa del Casale, e che essi avrebbero preso da lui l’attributo di Philosophiana.

 

Per molti secoli, per l’aristocrazia romana, la villa di campagna doveva mantenere una “filosofica semplicità”, una modesta sobrietà in grado di esprimere il senso della misura del proprietario. Invece, nel IV secolo d.C., essa diventa un luogo in cui il committente può manifestare la sua ricchezza e il suo status sociale. Per questo, la definizione della villa come “luogo del filosofo”, non indica necessariamente l’attività del signore, ma piuttosto una residenza di lusso, adatta a intrattenimenti gradevoli, dove ci si può dedicare allo svago e alle conversazioni piacevoli.

 La Sala dei Filosofi di Villa Adriana a Tivoli.

La Sala dei Filosofi di Villa Adriana a Tivoli. Le nicchie probabilmente ospitavano statue di filosofi (foto di Ilaria Cremona).