Si ringrazia per avere reso possibile la realizzazione grafica e l'elaborazione del materiale divulgativo di questo sito:
ElencoPuntato SELZ Foundation New York



5 agosto 2012

Casale de Saracini

Gli antichi studiosi, già dal Seicento, indicavano il sito della Villa Romana come un luogo dove, in periodo medievale, abitavano gli Arabi, detti appunto “Saracini”. Ipotizzarono persino che prima dell’arrivo di questi, la contrada del Casale accogliesse un insediamento di Cartaginesi. Infatti, erroneamente, trovando alcune monete arabo normanne nel sito, interpretarono i caratteri cufici di queste come di origine punica.

 

Monete a caratteri “cufici”?

 

Per “cufico” si intendono quei caratteri usati, tra il VII e il X sec. d.C., nella fase più antica della scrittura araba, sia epigrafica che letteraria. Nel caso delle monete con caratteri “cufici”, queste furono coniate dai Normanni, intorno al XI-XII secolo, nei territori dell’Italia meridionale, come in Sicilia. Sono monete che presentano una legenda araba in caratteri cufici, o una legenda bilingue, in arabo e in latino.  

 

 

 

 

 

 

 saracini_1

Casale dei Saracini” fin dal 1600. Nella foto è evidenziato il passo del Gesuita Paolo Chiarandà, storico locale piazzese, che parla del “Casale de Saracini”, nel testo Piazza: Città di Sicilia Antica, Nuova, Sacra e Nobile (1654).

 saracini_2


Villa Romana del Casale – Moneta in rame con caratteri cufici. La legenda cufica, sul dritto di questa moneta, riporta la dicitura “per ordine di re Ruggero il Magnifico, 533 (dell’Egira, ovvero 1138 d.C.)”. Il sinistro vi si legge chiaramente la sagoma del Cristo. (Foto tratta da PENSABENE P., SFAMEMI C. (a cura di), Iblatash Placea Piazza, Piazza Armerina 2006, p. 180).

 

 saracini_3

 

 Villa Romana del Casale – Moneta in rame con caratteri cufici. Circa del 1160, questa moneta è un vero esempio di bilinguismo. Nel dritto (lato concavo) riporta la legenda in latino “Rex W” (Re Guglielmo I) e, intorno ad essa, la legenda in cufico “coniato a Messina, 555 (dell’Egira, ovvero 1160 d.C.). Sul sinistro Madonna con Gesù bambino. (Foto tratta da PENSABENE P., SFAMEMI C. (a cura di), Iblatash Placea Piazza, Piazza Armerina 2006, p. 183).