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5 agosto 2012

Biagio Pace

(Comiso 1889 – 1955)

L’archeologo ragusano nella sua carriera riuscì a conciliare sia l’attività di docente e studioso, sia il ruolo pubblico di politico. Insegnò come professore di Archeologia e Storia dell’arte classica presso le Università di Palermo, Pisa e Napoli, dove divenne anche presidente della facoltà di Lettere e Filosofia, e infine di Topografia dell’Italia antica all’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 1924 venne eletto Deputato del Parlamento e diventa Presidente della Commissione legislativa dell’Educazione nazionale, mentre dal 1939 al 1943 fu consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Allievo di Paolo Orsi, intraprese numerose campagne di scavo in Asia Minore, nel nord Africa, in Puglia e soprattutto in Sicilia. Fu attivo nella scoperta dei siti di Camarina (o Kamarina) nel ragusano, e nell’isola di Mozia, oggi San Pantaleo; senza contare gli interventi a Selinunte, a Taormina e a Siracusa e ovviamente a Piazza Armerina.

Nel 1935 pubblicò una grande opera dal titolo Arte e civiltà della Sicilia antica (Milano, Dante Alighieri), ancora oggi punto di riferimento per molti studiosi. In essa esaminò la produzione artistica siciliana fornendo una visione del mondo classico di ampio respiro, valutandolo anche in rapporto ai processi economici e sociali.

Inoltre fu il primo a indagare il grande patrimonio musivo della Villa del Casale con la pubblicazione del 1955 de I mosaici di Piazza Armerina (Roma, G. Casini).

 

Biagio Pace

 

 

Ritratto di Biagio Pace prima del 1955 (fonte it.wikipedia.org).