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5 agosto 2012

Antica Piazza

Platia che fu, Piazza che è. 

 

Dopo la conquista normanna di Sicilia, intorno alla seconda metà del XI secolo d.C., il musulmano Edrisi (o Idrisi), geografo al seguito di Ruggero I d’Altavilla, descrive l’antica Piazza come “un ben munito fortilizio, cui appartiene un vasto contado con terre da semina veramente benedette dalla Provvidenza”

 

Intorno alla metà del XII secolo d.C., alcune comunità siciliane, tra cui l’antica Piazza, incitate dai baroni lombardi, si ribellarono contro il governo regio. Nel 1161, re Guglielmo I, detto il Malo, mosse le proprie truppe  per sedare la rivolta. L’antica Piazza, indicata con i nomi di Placea o Platia, fu letteralmente distrutta e i suoi abitanti si dispersero. Qualche anno dopo, intorno al 1163, lo stesso Guglielmo I, per proprio decreto, invitò i Piazzesi a riedificare la propria città sul monte Mira, dove attualmente si snodano le vie dell’antico quartiere Monte di Piazza Armerina. 

 

La città perduta

 

Dove si trova Piazza antica? Ancora oggi gli studiosi si interrogano e cercano di rintracciare i segni del borgo distrutto da Guglielmo il Malo. Gli storici antichi erano dell’opinione che Platia dovesse trovarsi  a 3 Km ad ovest dell’attuale Piazza Armerina, precisamente su colle Armerino (chiamato volgarmente Piano Marino), in contrada “Piazza Vecchia”. A 2 Km dalla Villa Romana del Casale, questo luogo, il cui nome ha tratto inganno diversi storici locali, non ha restituito testimonianze di un antico abitato. Un documento storico d’epoca normanna, conosciuto come il Diploma del conte Simone Aleramico, cugino di Ruggero I d’Altavilla e Barone di Butera e di Paternò, riporta nella toponomastica tanto il nome di “Piazza”, tanto quello di “Piazza Vecchia”, come a testimoniare che le due località erano due realtà distinte e separate. Altra teoria vuole che la Piazza distrutta nel 1161, semplice avamposto militare, fosse situata probabilmente su Monte Mira, e che, successivamente e proprio sulle rovine, venisse ricostruita l’attuale Piazza Armerina.

 

Figlia di fonti soprattutto archeologiche è la teoria secondo la quale Piazza antica sarebbe da individuare, con buona probabilità, ma non certezza, nell’abitato medievale adiacente alla Villa Romana del Casale. Questa teoria si basa sulle indagini interpretative degli strati di crollo e di abbandono di quest’area, coincidenti cronologicamente proprio al periodo in cui Piazza antica è stata distrutta da Guglielmo il Malo. Eppure, come spiegano gli stessi archeologi, nello stesso periodo, proprio nel XII secolo d.C., le campagne iniziarono a spopolarsi e molti casali e centri abitati entrarono in crisi, anche a causa di carestie e terremoti, come quello del 1169. Ciò rimette in discussione le cause dell’abbandono del sito del Casale e, quindi, del suo legame diretto con la Platia del geografo Edrisi. E’ per questo motivo che ancora oggi, in attesa di nuovi scavi e nuove scoperte, il mistero della città perduta è ancora tutto da svelare.

 

 

 

 

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Piazza Armerina nel Seicento. Raffigurazione della città moderna, sul dipinto, “Sant’Andrea Avellino intercede per Piazza presso la Madonna delle Vittorie” (prima metà del 1600), custodito presso la Pinacoteca Comunale di P. Armerina. 

 

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“Piazza Vecchia” e ruderi. La tesi meno certa è che Piazza antica fosse situata nei pressi di contrada Piazza Vecchia. Alcune fonti identificano questo sito come un avamposto di vedetta, data la presenza dei ruderi di una torretta, chiamata impropriamente “Castello del Conte Ruggero”. 

 

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Panorama di “Piazza Vecchia” dal dirimpettaio Monte Mangone.