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13 marzo 2014

All’ombra dei Branciforte: dalla terra di Tavi alla città di Leonforte

cronacheUno dei feudi che suddivisero l’area alle pendici dell’Altesina fu la terra di Tavi, a sud-est rispetto il più alto monte del centro Sicilia. La proprietà, appartenente alla potente e illustre famiglia dei Branciforte, era rinomata come luogo ricco di acqua, tanto da permettere la costruzione di mulini, da cui i nobili possidenti ne ricavavano un grande reddito. Secondo le cronache storiche, un esponente della famiglia dei Branciforte, Nicolò Placido, ottenne il 26 agosto 1610 la licentia populandi che dava l’autorizzazione a poter fondare un borgo cittadino e popolare il territorio di Tavi, nella cui area si ergeva già qualche piccola abitazione. Nel 1613, Tavi divenne la città di Leonforte, che nel 1622 fu elevata al rango di principato. La famiglia Branciforte influenzò notevolmente la struttura della cittadina, il cui orientamento urbanistico si sviluppò a schema ortogonale. L’intento di conciliare una lineare distribuzione degli spazi con l’edificazione di architetture monumentali, diede origine al maestoso Palazzo Branciforte, simbolo del potere della nobile casata. L’edificio, di quattro piani, presenta una massiccia struttura quadrangolare alleggerita nei prospetti da balconi sorretti da eleganti mensole. Se, in basso, il fronte è caratterizzato da un portale decorato con pennacchi e un manieristico bugnato, in alto, il tetto è decorato con una perfetta merlatura.

Per volere dei Branciforte, nel 1611, venne fondata la chiesa madre dedicata a San Giovanni Battista, inaugurata, successivamente, nel ‘700. Interessante e di grande splendore doveva essere anche il complesso di fontane e giardino nella zona sud occidentale della città, costruito intorno al 1651. A rappresentare la magnificenza di questo impianto idraulico resta oggi la “Gran Fonte” in stile barocco, nella cui parte inferiore si dispongono ben ventiquattro cannelle d’acqua.

 

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